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Tappa 58 - Da Montesquiou a Marciac

ven 29 Apr 2011

Oggi cammina con noi Emma, un’amica di Torino. Ci svegliano alcuni colpi di arma da fuoco, perché il campeggio dove abbiamo dormito questa notte è circondato da boschi che sono riserva di caccia.
A conferma di ciò durante il nostro cammino odierno ci capita infatti di incontrare scoiattoli e caprioli, che fuggono velocissimi appena si accorgono della nostra presenza.
Tappa facile, lunga poco più di venti chilometri, che ci fa camminare ancora in un territorio collinare, attraversando piccoli villaggi, sfiorando due chiese antiche, che abbiamo visitato, a Saint-Christaud e Monlezun.
L’iniziale strada asfaltata diventa sentiero nel bosco, poi strada bianca lungo distese di campi coltivati e, a pochi chilometri da Marciac, ci fa salire e scendere su pendii di che arrivano a malapena a toccare i 200 metri di altitudine, costeggiare un piccolo lago e persino attraversare campi coltivati.
Qualche cavallo e vacche al pascolo che ci seguono stancamente con lo sguardo.
Oggi c’è nuovamente molto caldo, il terreno è secco e, anche se le previsioni parlavano di pioggia il cielo presenta solamente poche nuvole bianche.
Arriviamo a Marciac che scopriamo essere la sede di un importante festival internazionale di Jazz.
Chiediamo alla segreteria del Municipio di incontrare qualche rappresentante politico, ma non ci possono offrire nulla; sanno solamente indicarci un’associazione che aiuta l’organizzazione del festival accompagnando gli spettatori a mobilità ridotta ad assistere ai concerti: troppo poco per noi, che siamo molto più esigenti… eh eh eh!
Per la notte troviamo posto in un camping: qui il proprietario ci racconta che organizza viaggi nel deserto, proponendoli anche a disabili, ma che non ha mai avuto nessun partecipante con handicap.
Ora andiamo a dormire, mentre nel cielo si addensano nuvole minacciose.

Mappa

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