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Tappa 37 - Da Montpellier a Montarnaud

gio 07 Apr 2011

Oggi giornata di incontri perché Montpellier è una città molto attiva nel campo dell’handicap.
La prima persona che incontriamo è Bernard, ex presidente d’un comitato che racchiude numerose associazioni che lavorano nell’ambito dell’handicap per fare fronte comune nelle richieste alle Città e ai Dipartimenti; ci racconta i bei risultati ottenuti a Montpellier, per esempio per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche che sono presenti per le diverse disabilità, sia motorie che sensoriali e che osserveremo durante la passeggiata per il centro che successivamente faremo.
Il centro di Montpellier si svela romantico e vitale, sia nel centro storico che nel quartiere chiamato l’Antigone, e possiamo respirarne l’aria veramente speciale percorrendo le piccole rue o stando ad ascoltare le diverse musiche che ci offre gratuitamente place de la Comedie.
Seduti a un tavolo di un Cafè incontriamo Christofe e Gregory che ci raccontano la loro esperienza di disabili motori che vivono il quotidiano in questa città e ci appaiono soddisfatti della situazione; inoltre ci parlano della loro esperienza sportiva, in quanto membri di un’associazione di Vela per tutti, che fa corsi, tour e dimostrazioni con barche a vela adattate ad essere utilizzate da portatori di ogni tipo di handicap: un’esperienza molto interessante e che ci viene raccontata dal presidente di questa associazione.
Abbiamo poi un terzo incontro fissato, con il CCAS (Centro comunale di azione sociale), ma … non riusciamo a raggiungerlo in tempo per una serie di contrattempi: come spesso accade in questo viaggio decidiamo di “lasciarci condurre dal destino” e allora intorno alle 3,30 partiamo per la nostra trentasettesima tappa: in tutto circa venti chilometri, che però affrontiamo a passo veloce e un po’ stanchi dalla lunga passeggiata mattutina, ma che soprattutto ci sembrano più faticosi perché percorsi per circa metà del tempo in mezzo a cantieri, lavori in corso, quartieri nuovi in costruzione; un movimento di macchine, di caterpillar, di gru che ci fanno domandare il senso di una vita così frenetica e, secondo noi, un po’ sprecata a fine a se stessa. Riusciamo a superare questa zona solo grazie alla grande capacità di Riccardo di leggere la carta topografica e di scoprire sentieri anche in mezzo a garage e condomini.
Dopo circa dieci chilometri di cammino ci voltiamo indietro a salutare Montpellier, vediamo i nuovissimi quartieri di periferia che ci sembra sorgano molto rapidamente, percepiamo in lontananza l’aria del mare e gioiamo per esserci nuovamente allontanati dalla città, muovendoci nuovamente in un bosco ombroso.
Per l’accoglienza serale riceviamo all’ora di pranzo una mail di una Coachsurfing che ci comunica che sua mamma, che abita a Montarnaud, è ben felice di conoscerci e ospitarci la sera: accettiamo e la sera capiamo che ancora una volta facciamo bene a cogliere le opportunità improvvise che ci capitano, perché abbiamo l’occasione di conoscere una nuova amica, disabile motoria, attrice, che ha scritto e recita un monologo teatrale, principalmente mettendolo in scena nelle scuole (anche di Parigi) che ha per tema la “normalità” di una “disabilità”. Un’esperienza che va ad arricchire il nostro Cammino!
Andiamo a dormire decisamente tardi, ma ne è valsa la pena!

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