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Tappa 35 - Da St. Gilles a Gallargues-le-Montueux

mar 05 Apr 2011

Dopo una lunga chiacchierata con Ghislaine, con cui scopro di condividere l’esperienza di famiglia affidataria, riprendiamo il nostro cammino.
I primi chilometri sono su strada asfaltata, che poi diventa sterrata, che corre tra campi coltivati: ciliegi, albicocchi e peri che sono ormai in piena fioritura, oltre alle solite vigne, su cui iniziano a nascere le prime foglioline.
Di tanto in tanto una mandria di cavalli bianchi al pascolo ci ricorda che siamo in Camargue, famosa anche per questi splendidi animali.
Soffia un forte vento di Mistral, gradevole quando ci spinge da dietro, meno quando ci oppone resistenza e ci rende più lenta l’andatura.
Ad un certo punto vediamo in lontananza una coppia di camminatori e li riconosciamo come le persone con cui abbiamo condiviso la cena domenica sera; li raggiungiamo e scambiamo con loro alcune battute prima di proseguire con il nostro passo verso Vauvert, dove abbiamo deciso di fermarci per pranzare.
Vauvert si presenta come un paese monocromatico, le cui casette cremisi sembrano quasi tutte uguali, poca gente per strada, solo un piccolo centro con negozi aperti  E’ in questo paese che incontriamo un simpatico calzolaio e Riccardo, che ha degli scarponi con i tacchi ormai “a terra”, chiede se sarebbe possibile risuolarli; il tipo se li rigira tra le mani e poi sentenzia “Sono di buona fattura e la tomaia è ancora in buono stato, posso provare a ripararli, anche se dovete aspettare il tardo pomeriggio”. Cerchiamo di convincerlo a fare più in fretta, ottenendo di poterli ritirare già alle 14,30, con la promessa di utilizzarli non prima di domani mattina. Riccardo percorrerà gli ultimi dodici chilometri con le scarpe “da riposo”, sperando che non gli procurino alcun fastidio. E così è, anche perché nel pomeriggio camminiamo nuovamente in pianura, lasciandoci alle spalle le zone più collinari, con salite dolci, che abbiamo percorso nell’ultimo tratto della mattina.
Entriamo in Gallargues attraversando una nuovissima ed estesa zona industriale, arrivando poi nella piazza del municipio, che è situato su una piccola altura, dopo aver percorso circa trenta chilometri.  
Anche oggi entriamo alla Mairie per avere informazioni su ciò che l’ente pubblico ha in atto per migliorare la vita dei disabili sul proprio territorio e …  ci rispondono che non c’è niente da raccontare perché nulla viene fatto di specifico (se non il sostegno da parte dei servizi sociali) e non sono nemmeno a conoscenza di attività associative che operino con e per le persone portatrici d’handicap in questo paese.
Si scusano per non poterci aiutare, ma rispondiamo che già avere queste informazioni è per noi importante!
La serata trascorre piacevolmente con i nuovi amici “couchsurfing”, che hanno un passato da scout. Con loro parliamo tra l’altro di handicap nelle scuole, e ci confermano che le mamme sono quasi obbligate a fare l’amniocentesi in gravidanza e che se viene rilevata qualche anomalia sono spinte all’aborto. Questo atteggiamento prelude poi, nel caso si decida di non abortire, a una “colpevolizzazione” dei genitori che decidono di scegliere la vita del figlio, offrendo minori aiuti da parte dello Stato.

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