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Tappa 31 - Da Aix-en-Provence a Salon-de-Provence

gio 31 Mar 2011

Usciamo da casa accompagnati dall’augurio di Christian : “Il rinnovamento nasce camminando!”, una frase di sant’Agostino che ci fa pensare; come ci mettiamo anche a ragionare su un’altra frase letta in casa degli amici che ci hanno accolto ieri: “guarda bene dove non c’è nulla da guardare”.

Parole significative che assumono un senso diverso ora che ci troviamo quasi a metà del cammino.

Oggi poi abbiamo molto tempo per ragionare, la tappa dura parecchie ore, è molto lunga (il GPS ci confermerà quanto previsto dalla traccia: poco più di trentotto chilometri) e si snoda lungo un percorso “vallonato”, ossia una pianura mossa da lievi ondulazioni.

Il territorio è molto coltivato: i sentieri scorrono lungo campi di grano e granturco, le cui pianticelle ancora basse hanno una colorazione di un verde tenero, poi distese di colza i cui fiori gialli ondeggiano al venticello che accompagna il nostro viaggio, ancora alcune vigne e infine .. la lavanda, che però non è ancora fiorita.

Lungo il cammino incontriamo due personaggi che ci incuriosiscono e l’occhio attento di Riccardo immediatamente identifica: sono due “baliseur” della FFRP (la federazione francese dei camminatori di lunga percorrenza) che stanno segnando il percorso che andiamo a scoprire giorno per giorno e che tracciamo con il GPS, cioè quello che diventerà il GR653A, che congiungerà Mentone ad Arles. Ci fermiamo e parliamo un po’ con loro di questo GR, e ci spiegano che proprio in questo periodo stanno mettendo i segnali bianchi e rossi, che renderanno il cammino che ora è segnato dalle conchiglie che spesso compaiono qui e là lungo il nostro viaggio una vera e propria Grande Randonnèe.

Deduciamo quindi di essere probabilmente tra i primi a percorrere tutto quanto il tratto che congiunge la Francigena al Cammino di Santiago!

Breve pausa per un rapido pranzo all’ombra di un boschetto e poi … di nuovo in marcia verso Salon.

Nel corso della giornata abbiamo avuto modo di vivere il contrasto tra la velocità nostra e quella di altri mezzi di trasporto: prima camminando lungo la linea del TGV Mediterranèe, poi costeggiando l’autostrada A7, infine assistendo alle esercitazioni degli aerei (analoghi alle nostre Frecce Tricolori) che facevano le evoluzioni nel tratto che ha preceduto l’ingresso in Salon. Abbiamo notato quanto rumore giunge da questi veicoli, che consumano risorse per trasportare a grande velocità merci e persone, senza permettere di vivere con intensità il mondo circostante.

Però dobbiamo confessare una cosa: siamo rimasti a lungo con il naso all’insù a seguire i giri della morte, le ellissi disegnate in cielo con i vapori colorati (persino un grande cuore rosso bianco e blu), il volo, prima in formazione e poi quasi ad inseguirsi, degli otto aerei!

Arrivati davanti al Municipio abbiamo incontrato una nuova amica, Cecilie che ci accoglie a casa sua e di Thierry per questa notte.

Un figlio di Thierry, ora diciottenne, è autistico e quindi abbiamo parlato di quanto è duro cercare di far ottenere al ragazzo ciò di cui ha diritto; non solo questa disabilità è riconosciuta da pochi anni, ma in tutta la Francia c’è un solo centro (nel Nord) che cura seguendo un metodo americano (basato sulla ripetizione continua delle stesse richieste e delle stesse azioni).

Inoltre ci hanno spiegato che le aziende che hanno più di 20 dipendenti devono avere il 5% di salariati disabili, ma possono eludere questo obbligo pagando una multa “salata” e, molto spesso, preferiscono pagare l’ammenda piuttosto che sottostare a questo dovere!

Il loro figlio è un ragazzo sorridente, felice, forse perché sono stati capaci di accettare la sua disabilità e di trasmettergli la capacità di accettarsi.

Anche questa serata si rivela interessante, capace di darci nuove idee e nuove informazioni.

E ora… a riposare per essere pronti a una nuova, lunga tappa

 

 

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