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Tappa 30 - Da Puyloubier a Aix-en-Provence

mer 30 Mar 2011

Partiamo a passo tranquillo, dopo aver salutato Joelle davanti alla Mairie e esserci approvvigionati per il pranzo, poiché durante la tappa di oggi non incontreremo paesi sino all’arrivo ad Aix.
Attraversiamo luoghi veramente indimenticabili, montagne rocciose, prati verdi, paesaggi in cui la vista si perde.
Non saliamo sulla montagna, ma restiamo a mezza costa, fino a raggiungere il Rifugio Cezanne (chiuso, ma con un’area pic-nic), superando dislivelli per un totale di circa 800/900 metri.
Vediamo in lontananza sei o sette persone colorate che scalano la parete, poi persone che camminano, successivamente una sessantina di bambini che giocano e corrono in un grande prato e ci rendiamo conto della vicinanza di una città.
Aix conta circa 150.000 abitanti e il mercoledì è il giorno di chiusura delle scuola e questo spiega la presenza di parecchi camminatori sui sentieri che percorriamo.
Dopo aver superato il Barrage Zola (una diga costruita sotto la direzione del padre di Emile Zola) vediamo in lontananza la città che ci attende; sulla sua destra c’è una grande centrale che crediamo nucleare, ma poi scopriamo essere centrale a carbone dismessa, perché sono state chiuse le miniere di carbone, mentre ancora funziona l’estrazione dell’alluminio.
Entriamo in Aix da una periferia non troppo interessante, ma quando giungiamo in centro restiamo colpiti dalla bellezza della zona pedonale e dalla suggestione della piazza centrale dove l’atmosfera è creata dal suono di una fisarmonica.
Proseguiamo il cammino facendo tappa prima alla stazione, dove salutiamo Ivan che torna per qualche giorno in Italia per questioni di lavoro, e successivamente a casa di Sylvie e Christian, che sono gli amici che ci ospitano questa sera.
Parliamo a lungo con Sylvie, insegnante di scuola materna, della situazione handicap nella scuola e veniamo a sapere che non esistono insegnanti di sostegno, ma persone pagate poco, non troppo preparate che cercano di sopperire con la buona volontà alle carenze istituzionali. Lei stessa ha in classe una bimbetta autistica, che ha la persona dedicata solamente per la metà del monte ore.
Terminiamo la serata chiacchierando con tranquillità, e poi andiamo veloci a dormire, sapendo che domani ci aspetta una tappa molto lunga.

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