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Tappa 28 - Da Le Val a St. Maximin la-Ste-Baume

lun 28 Mar 2011

Iniziamo a camminare sotto un cielo nuvoloso, ma la nostra meta pare essere nella direzione in cui il cielo ci appare meno scuro.
Il passo di noi quattro camminatori è tranquillo, ci aspettano circa ventitre chilometri attraverso un territorio collinare.
Il paesaggio è molto riposante, anche se per un lungo tratto costeggiamo boschi che hanno sofferto un incendio. Ora la vegetazione sta rinascendo, vediamo cespugli di rosmarino fiorito, ma ancora restano scheletri di alberi anneriti che tendono i loro rami secchi verso il cielo.
Verso la metà del nostro viaggio incomincia a piovere, una pioggia sottile, fastidiosa, che rinfresca nuovamente l’aria., ma che dura solamente poco più di un quarto d’ora.
Ci fermiamo ad asciugarci in un bar di Bras, dove troviamo anche un momento per giocare a “calciobalilla” o “biliardino”: i tre uomini sono fortissimi, io sono una “schiappa”, e quindi si sottopongono uno alla volta al supplizio di avermi come compagna di squadra.
Riprendiamo il cammino verso St. Maximin e troviamo un solo intoppo all’ingresso in città: il ponte sull’autostrada è interrotto per lavori in corso e allora … facciamo un passaggio un po’ “alternativo”, scendendo per un piccolo dirupo e facendo un brevissimo passaggio lungo l’autostrada, superando poi una rete e ritornando su una strada cittadina che ci permette di arrivare davanti al Municipio.
Visitiamo la bella cattedrale situata sulla stessa piazza della Mairie prima di andare a pranzare in un bar.
Aspettiamo poi l’arrivo di Clairie, cugina di un’amica che ci ospita per la sera. E’ stata una maestra elementare, poi direttrice e ora per la Pubblica Istruzione svolge due tipologie di lavoro: insegna francese e matematica nelle carceri e fa un controllo sul lavoro delle insegnanti elementari.
Con lei abbiamo parlato a lungo della situazione dei disabili nella scuola francese e abbiamo scoperto una realtà incredibile: in Francia l’integrazione scolastica dei portatori d’handicap è attuata solo dal 2005, ossia da quando è stata varata la legge sull’Uguaglianza dei diritti e delle opportunità, la partecipazione e la cittadinanza delle persone con disabilità. Però l’integrazione è difficile, è spesso negato il diritto allo studio e ci conferma che ancora oggi permangono barriere mentali e spesso purtroppo è la famiglia stessa che nega l’integrazione, per paura del rifiuto.
Lei inserì un disabile motorio in classe quindici anni fa, precorrendo i tempi, perché invece i ragazzini venivano  (e spesso ancora oggi vengono) inseriti in classi apposite.
Che delusione! Credevamo che nella terra dell’Uguaglianza, della Fraternità e della Libertà la situazione fosse diversa!
Il nostro viaggio continua, facendo scoperte sempre interessanti.
 

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