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Tappa 25 - Da Le Muy a Lorgues

gio 24 Mar 2011

Dopo una serata trascorsa in ottima compagnia siamo andati a dormire, ragionando anche su alcuni spunti che sono emersi durante le chiacchierate.
Laura mi ha spiegato come funziona il sostegno a scuola per i ragazzi disabili in Francia, poiché nella scuola dei suoi figli ci sono due casi di handicap sensoriale e uno mentale. Dice che c’è un’ottima accettazione da parte degli altri ragazzi e che gli insegnanti di sostegno sono ottimi.
Inoltre anche se Le Muy è un paese hanno cercato di abbattere il più possibile le barriere architettoniche.
David ha anche fatto una distinzione interessante tra “compassione” e “pietà”: il primo termine identifica un atteggiamento più di condivisione e accettazione della persona (con radici religiose anche solo in senso lato), il secondo invece è più detato dal timore della diversità e della sofferenza, e crea una  barriera. Ci ragioneremo (aspettiamo anche i vostri contributi)!
Alle 8,45, dopo esserci riforniti al mercato per il pranzo, siamo partiti per Lorgues. Enrica ci precede in autobus perché il dolore al ginocchio continua a infastidirla.
Il percorso è molto bello, in mezzo a vigne potate, su terreni pietrosi; all’inizio son o presenti molte “conchiglie del Camino di Santiago”, che poi spariscono improvvisamente. Noi procediamo sicuri sulla traccia preparata da Riccardo, anche se in certi tratti i sentieri sono così sporchi che ci graffiamo il viso con i rovi.
Lorgues appare all’improvviso, sbucando oltre un bosco.
E’ una cittadina molto carina, le persone che incontriamo sono gentili e disponibili.
Qui cerchiamo l’ospitalità presso la parrocchia, che richiederebbe la credenziale del Cammino di Santiago, ma, spiegando la motivazione che ci spinge sin qui al parroco, riceviamo la stessa accoglienza riservata ai “pellegrini”, dopo aver trascorso la giornata in giro per Lorgues a fare commissioni varie.

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