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Tappa 20 - Da Cantaron a Vence

sab 19 Mar 2011

Ci alziamo alle prime luci dell’alba perché oggi ci aspetta una tappa lunga e presumibilmente faticosa: più di trenta chilometri e più di mille metri di dislivello da superare.
Il tracciato si dipana tra paesi che presentano angoli molto caratteristici, in una zona che viene denominata “Les Terrasses de la Cote d’azur”.
Notiamo che molti toponimi e cognomi sui citofoni delle case sono italiani, ricordandoci che un tempo questa zona faceva parte dell’Italia: è un territorio molto ricco di natura (in particolare uliveti) e anche l’edilizia appare rispettosa dell’ambiente.
Attraversiamo vari borghi: Bordina, poi Tra la torre, Tourrette Levens e infine Aspremont, dove ci siamo fermati a comprare un po’ di frutta in un piccolissimo mercato e a raccontare il nostro progetto ad alcune persone incuriosite dai nostri zaini voluminosi.
Lungo la strada incontriamo l’Association Babieca, che gestisce un centro di ippoterapia in cima ad una collina molto panoramica.
Siamo poi scesi verso il fiume Val e abbiamo incontrato Carros con il suo agglomerato industriale: poco affascinante, ma sicuramente necessario nella nostra società.
Subito dopo abbiamo scollinato per la quarta volta … ma sarà l’ultima di oggi!
Entrando in Vence abbiamo iniziato a cercare la Gites d’Etape, senza trovare nulla.
Siamo rimasti affascinati dal centro storico di questa cittadina, dai suoi vicoletti che abbiamo percorso per giungere davanti al municipio e alla parrocchia, arrivandoci all’ora della S. Messa. Abbiamo aspettato che terminasse per chiedere al parroco se sapesse indicarci un posto in cui dormire … e lui ci ha offerto una stanza della casa parrocchiale, mettendo quattro materassi a disposizione.
Inoltre ci ha invitati a un aperitivo e a una cena di condivisione perché oggi c’è stata la presentazione dei volontari che per i prossimi tre anni hanno ricevuto l’incarico di organizzare le varie attività parrocchiali: serata quindi molto interessante, durante la quale abbiamo conosciuto alcune realtà associative di Vence … scoprendo che in Francia è più difficile spiegare la differenza tra “disabilità” e “handicap” perché in francese non esiste il termine “disabilità”.
E finalmente … notte di sonno ristoratore in attesa di una nuova lunga tappa!  

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