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Tappa 08 - Da Camogli/Recco a Genova Porto Antico/libreria Finisterre

sab 05 Mar 2011

 

Dopo una buona colazione scendiamo a piedi alla stazione ferroviaria, dove accendiamo i Gps per tracciare il percorso. Oggi cammina con noi nuovamente un’amica ipovedente, Laura.
Enrica è ancora a riposo e quindi si avvia in treno a Genova Nervi, dove ci aspetterà ai Parchi per condividere il pasto. Inizialmente percorriamo strade poco trafficate oppure pedonali, attraversando però i vari paesi che ci separano da Genova, ossia S. Bartolomeo, Sori, Pieve Ligure, Bogliasco,  dove si uniscono a noi due amiche, Elena, che ha adottato la tappa, e Cristina. Poi sant’Ilario, reso famoso dalla canzone di De Andrè, Nervi, Sturla e Boccadasse.
Passiamo davanti all’Ospedale Gaslini dove Marcella fu ricoverata in seguito all’incidente del 12 aprile 1997: rivolgo un pensiero di gratitudine ai medici della rianimazione che hanno accolto mia figlia ” in coma mesodiencefalico con cuore, cervello e un polmone compromessi” e l’hanno curata così bene da permetterle di riacquistare molte delle sue capacità.
Il nostro cammino in questi ultimi chilometri prosegue affacciato sul mare, fino a che entriamo in città, percorriamo via XX Settembre, passiamo sul passeggio del porto antico e dopo circa 33 km arriviamo alla libreria Finisterre.
Veniamo accolti con simpatia da Elisabetta, la proprietaria, che ci rifocilla con un te caldo e con la quale stabiliamo di ritornare in questa suggestiva libreria il 21 maggio per raccontare il cammino.
Mentre ci prepariamo per andare da Paola, la persona che ci ospiterà per la notte, entrano nel negozio due donne, che si rivelano immediatamente come due contatti importanti da cogliere immediatamente: la prima è Stefania, una responsabile del F.I.S.H., organismo che raggruppa diverse associazioni che svolgono un importante lavoro politico per far attuare i diritti dei disabili e l’altra è Gigliola, dipendente del Comune di Genova che promette per lunedì un contatto con l’ufficio stampa del suo Ente Pubblico.
Un incontro non cercato, non predisposto, ma importante per il nostro cammino, una casualità che in questi giorni si sta ripetendo spesso, e ci rendiamo conto che il rallentare i ritmi della vita e il mettersi in movimento ci sta permettendo di entrare maggiormente in contatto con le persone che ci passano vicino.
Alla fine di questa tappa che ci ha portato a stare sempre in mezzo a case, traffico pedonale e automobilistico rimpiangiamo i silenzi e gli scorci panoramici di natura di cui abbiamo goduto nei giorni scorsi e però prendiamo atto del fatto che ci ha permesso di scambiare due parole con diverse persone incontrate, come per esempio un ciclista che ci ha domandato incuriosito dove stessimo andando ed è rimasto ad ascoltare le nostre spiegazioni.
Ora siamo pronti per l’ultima tappa del prologo e … aspettiamo un dialogo con voi che ci seguite attraverso il sito …  

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