Condividi

Per comprendere le radici del Cammino di Marcella

 La storia di una famiglia “normale”. Le virgolette sono state aggiunte svariati anni fa da amici che volevano così sottolineare quanto fosse anormale quella che per noi era normalità. Una figlia un giorno ha detto: «Devo ringraziarvi, genitori, perché mi avete fatto vivere in vent’anni più esperienze di quelle che la maggioranza delle persone vive in un’intera esistenza»

Dalle pagine del testo si può forse capire il senso di questa affermazione. Si scopre che la realtà ha spesso più fantasia dell'immaginazione, si incontrano fate madrine che donano felicità e gnomi ed elfi che dipingono meravigliosi sfondi per il teatro in cui tutti noi recitiamo la vita. Ma, purtroppo, si incontrano anche maghi malvagi e streghe cattive, matrigne incapaci di amare e finali di favole difficili da accettare. 24 anni di vita intensa. Quattro gravidanze in quattro anni. Tre figlie biologiche, un aborto spontaneo, otto affidamenti famigliari, una figlia disabile in seguito a un incidente stradale, la morte, qualche tempo dopo il suo rientro a casa, di uno dei figli affidati, un intervento per asportare una massa tumorale. E infine la separazione. Anna lo racconta in Non riesco più a dire addio: le è servito per rimettere un po' di chiarezza nella sua vita. Le piacerebbe venisse utilizzato da tutti coloro che sono stati toccati da questi avvenimenti o che sono interessati agli argomenti narrati in questo testo.